La Storia
Da fonti certe nel 1909 il Marchese Musso Piantelli, socio del Genoa Cricket and Football Club, cedette all'Andrea Doria un piccolo terreno situato tra le mura sud del carcere di Marassi ed il lato nord del galoppatoio esistente nel parco di Villa Piantelli, utilizzato dalla sezione di equitazione del club rossoblu. In seguito, il marchese destinò il terreno del galoppatoio stesso alla costruzione di un impianto adeguato al sempre più popolare football e, grazie al lavoro gratuito offerto dagli altri soci della formazione rossoblu.
Lo stadio del Genoa fu inaugurato il 22 gennaio 1911 in occasione della partita tra Genoa ed Internazionale.
Il 14 maggio avvenne una seconda inaugurazione in occasione del trasferimento del Genoa a Marassi poiché sino a quel momento il Genoa giocava anche al campo di San Gottardo.
Nel 1895 il terreno dell'attuale stadio Luigi Ferraris era situato nella stessa area di quello odierno: tuttavia, nel perimetro dell'attuale Via Clavarezza e della gradinata nord, esisteva il campo di gioco della Società Ginnastica Andrea Doria, fondata nel 1900 ma già operativa da almeno quattro anni, soprannominato La Cajenna, campo che era messo trasversalmente al campo attuale proprio dove ora è la gradinata nord.
Così, dal campo del Genoa a quello dell'Andrea Doria c'era una divisione costituita da uno steccato. I genoani che avevano ceduto quell'appezzamento, richiesero per quella delimitazione un indennizzo di mille lire, più 200 lire annuali per la manutenzione della palizzata.
Alla fine del 1926 la Cajenna viene dichiarata inagibile, il Genoa pagò l'Andrea Doria con un indennizzo di 20.000 lire (comprensive però del trasferimento del portiere Manlio Bacigalupo), e ne riprese la proprietà cosicché sull'ex campo della Cajenna ormai inutilizzato, il Genoa poté costruire su di esso le gradinate Nord e Sud.
In origine lo stadio del Genoa poteva ospitare 20.000 spettatori. Il Genoa in questo stadio conquistò il titolo di campione d'Italia nelle stagioni 1914/15, 1922/23 e 1923/24.
Il 1 gennaio 1933, durante la festa per il quarantennale del Genoa, lo stadio venne intitolato a Luigi Ferraris, storico capitano della squadra dei Grifoni, caduto durante la prima guerra mondiale. Il Luigi Ferraris, definito come lo stadio più moderno dell'epoca ed arrivato alla capienza di 30.000 spettatori, ospitò il 27 maggio del 1934 la partita dei mondiali tra Spagna e Brasile terminata 3 a 1.
In occasione dei campionati mondiali di calcio del 1990 lo stadio fu, settore dopo settore, demolito e ricostruito su progetto dell'Architetto Vittorio Gregotti. Per consentire al Genoa ed alla Sampdoria di continuare a giocare le partite casalinghe, i lavori furono eseguiti 'per singoli settori' e durarono ben due anni e due mesi (dal luglio del 1987 al settembre del 1989).
Caratteristiche:
Il terreno misura 105 metri di lunghezza per 68 metri di larghezza. Lo stadio, uno dei più antichi e considerato uno dei maggiormente suggestivi e adatti al gioco del calcio del mondo, dispone di attrezzature all'avanguardia, sale stampa, spogliatoi, servizi per il pubblico, tabelloni luminosi ed impianto d'illuminazione artificiale.